Ti presento Potenziale Psicosomatico, il “Bignami” dell’Evoluzione Personale!

VORRESTI LASCIARTI ALLE SPALLE UNA VITA CHE NON TI SODDISFA PIENAMENTE?

Senti (finalmente) di meritare di più?
Anche volendo, non riesci più ad accontentarti di ciò che hai intorno ma non sai da dove cominciare, né dove trovare le risorse per fare quello scatto di cui hai bisogno?

Potenziale Psicosomatico è proprio per te.
É un “Bignami” di strategie e concetti avanzati esposti in modo fruibile e comprensibile perché tu possa applicarli da subito e portare la tua vita al livello che sogni.

No, non volevo che fosse un libro come tutti gli altri.

Volevo parlarti come se ti avessi davanti, in studio.
Volevo che ti tenesse incollato lì, perché la tua vita é troppo preziosa per rubarle un solo minuto.

L’arte del miglioramento si impara e si allena.
E’ una vera e propria scienza, che studio e che pratico da più di dieci anni (faccio la psicologia e sono esperta in crescita ed evoluzione personale!), accompagnando le persone ‘da zero a cento’.

Dopo 4 lauree, una scuola di alta formazione, una scuola di counseling, una di medicina psicosomatica e decine di corsi di approfondimento all’attivo con migliaia di libri letti so bene quanto un libro possa essere importante ma anche una tortura.

Ho sempre pensato che se mai ne avessi scritto uno doveva essere diverso: diretto, sintetico, semplice ma al contempo immediatamente efficace.

Potenziale Psicosomatico è quello che ne è uscito.
Ma devo avvisarti: non leggerlo se non sei pronto a prendere DAVVERO in mano la tua vita e a ottenere grandi risultati.

Se lo fai, il tuo coraggio va premiato, e per questo, dentro, ci troverai un regalo!

Non permettere a nessuno di fermarti!

Dottoressa Silvia Caldironi

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Perché le tue emozioni nel tempo sono sempre più ingestibili?

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Le emozioni sono parte fondamentale della nostra vita; ne sono la colonna sonora. Sono un’esperienza talmente normale che tendiamo a consapevolizzarle solo quando sono particolarmente intense e sequestranti, nel bene e nel male. Le emozioni, quando sono particolarmente intense ed irrompono nella nostra vita, guidano. Ci lasciamo totalmente invadere; l’ansia, la rabbia, la paura ci riempiono completamente guidando le nostre parole, i nostri gesti, i nostri comportamenti. E’ esperienza comune e accade nella vita di tutti, chi più, chi meno. Chi intraprende però un percorso evolutivo sa perfettamente che questo genere di eventi va a ledere pesantemente la qualità della vita sia nel momento in cui succede che in un secondo tempo, quando purtroppo si raccolgono le conseguenze di ciò che è si è fatto, detto o di come si è agito (come vedrai tra poco). Cercare di controllarsi e poi esplodere è quello che intuitivamente quasi tutti cercano di fare, ma questo non ha nulla a vedere col “gestire costruttivamente un’emozione”.

Continuare come abbiamo fatto fino ad oggi, con le modalità che ci vengono spontanee nel tempo non porta nessuna evoluzione, nessun miglioramento. Continueremo sempre ad accumulare e poi, carichi come delle bombe, ad esplodere (anche in situazioni relativamente tranquille), perdendo il bandolo della matassa e maturando un crescente senso di insicurezza nei confronti di noi stessi e delle situazioni che viviamo.

Questo atteggiamento è quello che io chiamo scherzosamente: “l’atteggiamento dell’oca” ovvero la predisposizione mentale intuitiva a seguire le nostre emozioni invece che gestirle. Accade a costo zero? Certamente no, ma il costo non è solo quello legato alla situazione in sé (le emozioni negative che sentiamo in quel momento, il fatto che l’altra persona si può arrabbiare con noi e vice versa se abbiamo litigato, la compromissione dei rapporti, o le conseguenze potenzialmente tragiche di una situazione impulsiva e così via..); c’è un costo ben più grave.

Quando ciò avviene, noi mandiamo un segnale molto preciso al nostro sistema limbico (che è il luogo del cervello in cui le nostre emozioni fisicamente hanno origine dal punto di vista nervoso), giacché rinunciamo ad utilizzare la nostra neocorteccia (sede dei nostri processi di pensiero superiori) in maniera evoluta (ad esempio applicando tecniche di gestione emotiva), e questo rinforza letteralmente l’onda sinaptica che si crea spontaneamente nei tuoi circuiti nervosi. In altre parole, se non eserciti il potere di ordine superiore che hai a disposizione (dal momento che puoi apprendere strumenti e tecniche per gestire le emozioni), lasci alle tue emozioni il potere di fare il buono ed il cattivo tempo nella tua vita. Stai dicendo, in altre parole: “si, guida tu, mi arrendo alla tua forza”, di fatto rinforzando sempre più i tuoi circuiti emotivi: se non ti deciderai a governare la tua barca, lo faranno le tue emozioni al posto tuo.

Questo per una legge neurobiologica: le tracce neurali si rafforzano tanto più quanto più spesso sono attraversate da un segnale nervoso. Ciò significa solo una cosa: più accade (o meglio, più lo lasci accadere), più accadrà. Naturalmente questo si accompagna ad una sensazione di sempre minor controllo sulla tua vita, con inevitabile deperimento della tua autostima ed incremento della percezione di non poter gestire la situazione; il che non fa altro che amplificare ulteriormente quanto di cui sopra ed enfatizzare sempre più la sensazione di essere in balia di te stesso e delle tue emozioni (con conseguente rabbia nei tuoi confronti, che alimenterà ulteriormente il tuo circuito emozionale). In genere, questo produce un’accettazione passiva di quei limiti come di una condizione che non è possibile cambiare. Nel tempo poi si scontano conseguenze ancora peggiori: se questi fenomeni continuano a ripetersi, tendiamo ad includerli come parte della nostra personalità e così non abbiamo più “un’ansia importante da imparare a gestire” ma diventiamo “ansiosi”. In altre parole: ci arrendiamo ai nostri limiti, li accogliamo come parte di noi. Ci adattiamo passivamente rassegnandoci ad essere spodestati dal controllo sulla nostra esistenza. Quando sono in atto queste dinamiche, tendiamo a strutturare la nostra vita cercando di evitare tutto ciò che ci può mettere al cospetto della violenza dei nostri vissuti emotivi, invece che basarla su ciò che vogliamo; la qualità della nostra esistenza crolla e noi cerchiamo di farcela bastare.

Smetti di dire alle tue emozioni che possono fare il bello e il cattivo tempo! Manda un segnale forte alle tue parti profonde: “da oggi cambia la musica!”. Esci dalla zona di comfort (sembra incredibile, lo so, ma tutto ciò che accade da molto tempo, anche se ti fa soffrire a bestia, in realtà fa parte della tua zona di comfort!) e usa il tuo potere! Risali sul cavallo della tua mente indisciplinata e governalo!

Dottoressa Silvia Caldironi

 

Tu, le tue risorse ILLIMITATE e come le blocchi

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In tutti questi anni di lavoro la frase che ho più spesso pronunciato è “tu hai un enorme potenziale” e mi stupisco sempre dell’espressione che nasce alla persona a cui la dico; qualcuno sgrana gli occhi come per dire “ma per favore!”, qualcuno con lo sguardo beffardo pensa “lo dirà a tutti”, qualcun altro (i meno), rimangono lusingati.

La verità è che persone sono portatrici di talenti, possibilità, qualità potenziali, progettualità inimmaginabili, anche quando sono profondamente convinte del contrario. Noi stessi siamo portati a pensare di essere poco, di non essere fortunati, di “essere stati da qualche altra parte mentre il Signore distribuiva le qualità”, di non avere la determinazione dell’olimpionico, l’orecchio del musicista, la voce della cantante, il talento dello scrittore e così via. Non riflettiamo mai sul fatto che la cantante, l’olimpionico, il musicista e l’autore di successo non sono certo nati affermati.

Prima di giungere alla notorietà (e alla nostra stima) erano persone assolutamente comuni, con propensioni comuni (nel senso che le propensioni le hanno tutte le persone! Basta osservarle), con situazioni familiari comuni, quando non catastrofiche. Però hanno tenuto duro, spesso sbattendo forte il naso, sconfitta dopo sconfitta, senza perdersi stabilmente d’animo.

Qualcuno ha sofferto enormemente, qualcuno tantissimo, qualcuno leggermente meno ma una costante è che nella stragrande maggioranza dei casi gli altri, in loro, non vedevano nulla di buono, i risultati non arrivavano, ma i fallimenti si. Questo farebbe vacillare chiunque, hanno vacillato anche loro; qualcuno ha anche mollato, lasciato perdere per anni e poi è tornato sui suoi passi, qualcun altro ha insistito.

Ma tutti, tutti, tutti, hanno dovuto affrontare il fallimento, la fatica, la rabbia e la frustrazione in una qualche misura, e naturalmente tanto di più quanto più si sono spinti in alto. Pensare che non siamo e che non possiamo essere come loro è la convinzione base che fa si che si verifichi esattamente ciò di cui siamo convinti, semplicemente perché ci induce a non provarci nemmeno. E non c’è certezza maggiore che se non provi, azzeri la tue possibilità di farcela.

Ma non solo. Se la tua convinzione è così debole da non lasciarti alcuna speranza, magari provi, ma con l’assoluta certezza di non farcela. Gli sportivi sanno perfettamente che le nostre convinzioni rispetto alla performance incidono sul risultato per un 40-60% e che a parità di preparazione non c’è partita tra chi sa motivarsi e chi no. Senza dubbio, la capacità di motivarsi costituisce la chiave di volta di ogni vittoria, soprattutto di quelle che paiono impossibili.

Forse non ci crederai, ma la tua capacità (sicuramente molto allenata) di demotivarti, di giudicarti, di darti addosso, di assumere quello che io chiamo l'”Atteggiamento dell’oca“, di ripeterti che non ce la fai e che non ce la puoi fare a mo’ di mantra, costituisce invece il segreto di fallimenti eclatanti, anche laddove avremmo potuto vincere facilmente. Mai dare le cose per scontate! Mai sottovalutare la potenza del linguaggio con cui ti parli, con cui ti relazioni fra te e te.

Mai come ora il Mondo ha bisogno di persone che accettino sfide sempre più estreme ed importanti, che costituiscono il punto critico per la salvezza della vita su questo pianeta, ma se continuiamo a rifuggire le sfide ripetendoci che non ce la faremo mai, la fine è già scritta.

E’ la stessa cosa che si ripete in ogni singola esistenza; possiamo scegliere di percorrere le strade più facili, prigionieri delle nostre convinzioni limitanti, invecchiare prima del tempo, accontentarci di un’autostima parecchi metri sotto il livello del mare, vivere molto al di sotto delle nostre potenzialità. Questa è la vita dell’uomo medio, ancora, purtroppo. Spesso una vita mediocre. Oppure possiamo vivere la vita come una costante opportunità, vivere i problemi come delle sfide e delle opportunità di cambiamento, o come rebus che stuzzicano l’ingegno, possiamo mettere in discussione le nostre convinzioni, anche quelle limitanti, e darci la possibilità di allenare ed esprimere le nostre qualità. Possiamo sforzarci di cambiare punto di vista e trovare soluzioni nuove, decidere di fare fatica, di non arrenderci, decidere di sostenerci e di batterci una mano sulla spalla quando sbagliamo, perché sbaglieremo.

Persone migliori non si nasce, si diventa, ma dobbiamo volerlo!

Smetti di bloccare il tuo potenziale!